Innovazione infrastrutturale: lo Yacht Club de Monaco adotta il sistema Seadamp

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L'azienda italiana Seares ha fornito allo Yacht Club de Monaco un nuovo ammortizzatore di ormeggio idraulico destinato all'ottimizzazione delle infrastrutture marittime. Il dispositivo, denominato Seadamp, è stato implementato per migliorare la gestione strutturale del porto turistico, rispondendo in modo specifico alle criticità operative causate dai periodi invernali.

L'accordo commerciale deriva dalla partecipazione di Seares al programma Monaco Smart Marina. Questa iniziativa dello Yacht Club funge da aggregatore per imprese e startup focalizzate sullo sviluppo di soluzioni tecnologiche applicabili alla gestione economica e strutturale dei porti.

Specifiche tecniche e prestazioni meccaniche

Il dispositivo combina l'ingegneria meccanica con sistemi digitali per assorbire l'energia generata dal moto ondoso e dal movimento dell'acqua. Le misurazioni effettuate in contesti portuali mediterranei comparabili evidenziano ritorni operativi misurabili:

Il sistema è stato ingegnerizzato per operare in completa indipendenza energetica. Un convertitore interno trasforma l'energia cinetica delle onde in energia elettrica, utilizzata esclusivamente per alimentare i componenti elettronici e di trasmissione integrati nell'apparato.

Monitoraggio dei dati e manutenzione

Sensori e telemetria in tempo reale

Ogni unità Seadamp è dotata di una rete di sensori che rileva costantemente i carichi fisici applicati sulle singole linee di ormeggio. I parametri vengono trasmessi in tempo reale a una dashboard centralizzata, permettendo agli operatori un controllo ininterrotto dell'infrastruttura. Il software include un sistema di avvisi automatici che si attiva al superamento delle soglie di carico preimpostate.

Manutenzione predittiva delle infrastrutture

L'archiviazione continua delle misurazioni consente la creazione di un database storico delle sollecitazioni marittime. Questa mole di dati fornisce all'amministrazione portuale uno strumento analitico fondamentale per implementare modelli di manutenzione predittiva, riducendo i costi di gestione e allungando il ciclo di vita delle strutture.

L'amministratore delegato di Seares, Giorgio Cucè, ha precisato che l'implementazione nel porto monegasco consente all'azienda di validare soluzioni basate sull'analisi dei dati in un ambiente operativo ad alta complessità. L'operazione si inserisce nell'iniziativa istituzionale "Monaco, Capital of Advanced Yachting", finalizzata all'aggiornamento tecnologico e alla gestione sostenibile del comparto nautico.

Menarini Group: Fatturato 2025 a 4,887 miliardi di euro, crescita del 6,2%

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Il Gruppo Menarini ha chiuso il 2025 con un fatturato consolidato di 4,887 miliardi di euro, segnando un incremento del 6,2% rispetto ai 4,603 miliardi del 2024. L'EBITDA stimato si colloca tra 440 e 470 milioni di euro, sostenuto da una performance diffusa nelle aree terapeutiche principali. Presentati alla Camera di Commercio di Firenze, i dati confermano la solidità del gruppo familiare presente in 140 paesi.

Performance geografica e vendite globali

La crescita è trainata da Europa, Medio Oriente, Centro America e Stati Uniti, quest'ultimo secondo mercato. La Cina ha invertito il trend negativo del 2024 con risultati positivi. Difficoltà in Ucraina per il conflitto e in Turchia per inflazione e svalutazione hanno inciso localmente. Il gruppo ha venduto 905 milioni di unità terapeutiche globalmente, con 17.800 dipendenti di cui il 50,7% donne entrate per merito.

Aree terapeutiche e oncologia in evidenza

L'oncologia ha registrato un +101 milioni di euro, raggiungendo 630 milioni complessivi. Cardiovascolare, diabete e altre divisioni contribuiscono alla dinamica. Lucia Aleotti, azionista e board member, ha citato l'impatto negativo del cambio euro-dollaro (-60 milioni) ma ha confermato la competitività con i big del settore.

Investimenti R&S e modello autofinanziato

Menarini ha allocato 540 milioni di euro in ricerca e sviluppo, reinvestendo tutti gli utili. Essendo privata e familiare, privilegia l'autofinanziamento. Di questi, 120 milioni per tecnologia e cybersecurity. Aleotti ha criticato politiche UE come la direttiva sulle acque reflue, stimata in 12 miliardi annui di costi, e prezzi bloccati nonostante +30% costi da guerre.

Pipeline e ruolo dell'AI

La pipeline include un nuovo trattamento lipidi per ipercolesterolemia resistente e Elacestrant per tumore al seno. Elcin Barker Ergun, CEO, ha indicato l'AI come acceleratore: riduce tempi scoperta da 5-10 a 2-3 anni via partnership Insilico Medicine. Questo supporta screening precoce per cancri e indipendenza economica europea contro giganti USA e Cina.

Turismo e artigianato nei borghi: un mercato da 3.834 comuni ancora da sviluppare

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Il 75% dei turisti che visitano l'Italia si concentra sul 6% del territorio nazionale. Il dato, citato dalla ministra del Turismo Daniela Santanché al convegno di Confartigianato del 5 marzo 2026 a Roma, fotografa una distribuzione della spesa turistica fortemente sbilanciata e indica, al tempo stesso, la dimensione del mercato ancora da sviluppare nelle aree interne del Paese.

Il potenziale delle aree interne

Secondo i dati di Confartigianato, i comuni classificati come aree interne - esclusi dai principali flussi commerciali e turistici - sono 3.834. Si tratta di territori che esprimono un'offerta articolata in settori come artigianato tradizionale, enogastronomia, turismo lento, ciclo-turismo e cammini, ma che faticano a intercettare domanda in modo strutturato.

La redistribuzione di anche una quota marginale dei flussi turistici attualmente concentrati nelle grandi destinazioni genererebbe un impatto economico significativo su questi territori, sia in termini di occupazione locale sia di fatturato per le micro e piccole imprese del comparto.

L'artigianato come filiera economica dell'accoglienza

Il modello proposto da Confartigianato

Il presidente di Confartigianato Imprese Marco Granelli ha presentato al convegno una lettura del settore artigiano che va oltre la dimensione manifatturiera. «Fra i nostri associati ci sono ristoratori, b&b e tante aziende dell'indotto dei servizi che riescono a creare un'accoglienza di qualità rispetto ai tanti turisti che vengono nel nostro territorio», ha dichiarato.

Il modello proposto configura l'artigianato come ecosistema economico integrato, in cui produzione, ospitalità e servizi si combinano per generare valore sul territorio. Questa visione risponde alla crescente domanda di turismo esperienziale, che i dati di settore indicano come segmento in espansione a livello internazionale.

Le filiere strategiche

I settori identificati come prioritari per il rilancio economico dei borghi includono:

La risposta del Ministero: destagionalizzazione e delocalizzazione

La strategia di Santanché

La ministra Santanché ha indicato destagionalizzazione, formazione e delocalizzazione dei flussi come i tre assi operativi della politica turistica per i piccoli comuni. L'obiettivo dichiarato è ridurre la pressione sulle destinazioni sature e distribuire la spesa turistica su un bacino territoriale più ampio.

«Come ministro del Turismo mi devo occupare del 94% del nostro territorio nazionale», ha dichiarato Santanché, sottolineando come il fenomeno dell'under-tourism rappresenti sia un problema di sostenibilità per le aree congestionata, sia un'opportunità economica per i territori marginali.

Il ruolo della formazione

Tra le misure indicate figura anche la formazione degli operatori locali, considerata condizione necessaria per rendere competitiva l'offerta dei borghi rispetto agli standard richiesti dal mercato turistico internazionale. Su questo punto il Ministero ha confermato la propria sintonia con Confartigianato, che attraverso la propria rete associativa può fungere da canale di trasmissione delle competenze verso le micro-imprese del territorio.

Sanità e reddito, cresce la spesa privata: evidenze dal rapporto sul razionamento sanitario

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Il sistema sanitario italiano mostra segnali di crescente pressione sul lato della domanda, con effetti diretti sui comportamenti di spesa delle famiglie. Il rapporto “Quando i soldi non bastano - Il razionamento sanitario in Italia” evidenzia come l’accesso alle prestazioni sia sempre più influenzato dal reddito disponibile, nonostante l’impianto universalistico del Servizio Sanitario Nazionale.

Lo studio è stato realizzato da ACLI, CAF ACLI, NeXt Nuova Economia per Tutti e dall’Università di Roma Tor Vergata, con il contributo di diversi enti del credito cooperativo e della ricerca.

Analisi dei dati: spesa “out of pocket” e distribuzione del reddito

Un campione ampio e longitudinalmente esteso

L’indagine si basa su oltre 8 milioni di dichiarazioni dei redditi (modello 730) nel periodo 2019–2024, offrendo una base statistica significativa per valutare le dinamiche di spesa sanitaria privata.

Elasticità della spesa rispetto al reddito

Dai dati emerge una forte correlazione tra reddito e spesa sanitaria “out of pocket” (al netto dei ticket). I contribuenti appartenenti alle fasce di reddito più alte registrano livelli di spesa fino a cinque volte superiori rispetto a quelli collocati nelle fasce più basse.

Questo differenziale suggerisce una elevata elasticità della domanda sanitaria rispetto al reddito, in particolare per le prestazioni non urgenti.

VIDEO -> Sanità, reddito diventa il primo fattore di accesso alla salute

Offerta pubblica e spinta verso il privato

Inefficienze allocative e tempi di attesa

Le criticità sul lato dell’offerta pubblica, tra cui tempi di attesa prolungati e disponibilità limitata di alcune prestazioni, generano un effetto di sostituzione verso il settore privato.

In termini economici, si osserva uno spostamento della domanda solvibile verso operatori privati, mentre la domanda non solvibile resta vincolata ai tempi del sistema pubblico.

Segmentazione dell’accesso alle cure

Il risultato è una segmentazione dell’accesso ai servizi sanitari basata sulla capacità di spesa. Il rapporto descrive questo fenomeno come una forma di razionamento implicito: non determinato da criteri amministrativi, ma da variabili economiche.

Impatti macroeconomici e distributivi

Aumento della spesa privata sanitaria

La crescita della componente privata nella spesa sanitaria complessiva rappresenta un elemento rilevante anche in chiave macroeconomica, incidendo sulla struttura dei consumi delle famiglie.

Disuguaglianze e sostenibilità del sistema

Il differenziale di accesso alle cure tra fasce di reddito introduce elementi di disuguaglianza che possono riflettersi, nel medio periodo, anche su produttività e partecipazione al mercato del lavoro.

Il quadro delineato solleva inoltre interrogativi sulla sostenibilità del modello universalistico del sistema sanitario italiano, alla luce di una crescente dipendenza dalla capacità di spesa individuale.

Pd Lazio avvia "Idee in circolo": campagna d'ascolto per il programma 2028

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Il Pd Lazio lancia l'iniziativa "Idee in circolo", una serie di tavole rotonde itineranti per costruire il programma elettorale in vista delle regionali 2028. Il primo appuntamento è fissato per il 21 febbraio a Frascati, con incontri mensili durante il 2026 su temi come giovani, infrastrutture, trasporti e sanità.

Strategia di ascolto dei territori

L'iniziativa prevede tavole rotonde tematiche organizzate insieme alla Fondazione Friedrich Ebert, che fornirà ricerche e dati per definire priorità politiche. Gli incontri coinvolgeranno giovani, imprese, lavoratori, associazioni e sindacati. La campagna regionale si affianca a quella nazionale del Pd.

Intervista a Daniele Leodori

Daniele Leodori, consigliere regionale e segretario del Pd Lazio, spiega gli obiettivi: un appuntamento mensile per tutto il 2026, partendo dai giovani per poi affrontare infrastrutture, trasporti e sanità. L'iniziativa mira a consegnare alla coalizione di centrosinistra un programma credibile basato su un lavoro di ascolto preliminare.

Leodori evidenzia l'assenza di visione strategica nel governo attuale, con annunci sulla sanità non seguiti da fatti e difficoltà nel completare progetti Pnrr in scadenza. Il servizio dei trasporti presenta cali di qualità, inclusi i treni, mentre le nuove unità di rete non raggiungono i risultati attesi. Il Consiglio regionale produce pochi atti e manca di leggi quadro.

Coalizione centrosinistra e unità

Il segretario Pd Lazio auspica che le opposizioni, già unite nel lavoro parlamentare, costruiscano una coalizione larga con un programma definito. L'esperienza degli errori passati serve per affrontare le criticità crescenti della regione, passando dalla fase di opposizione a quella propositiva.

Il Pd Lazio si presenta coeso davanti alle sfide delle Politiche 2027, delle amministrative romane per la rielezione di Roberto Gualtieri e delle regionali 2028. A Roma non emergono divisioni tra correnti, con focus sul buon governo del sindaco per capitalizzare i risultati territoriali.

Prospettive per la giunta romana

Per la prossima giunta Gualtieri, Leodori indica che le scelte dipenderanno dalla coalizione e dai risultati elettorali. Il sindaco selezionerà personalità adatte alle sfide di governo, senza modelli predefiniti.

Come funziona il fundraising culturale: strumenti, esempi e prospettive per il settore

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Finanziare la cultura in Italia non è mai stato semplice. Eppure, negli ultimi anni, qualcosa è cambiato: musei, teatri e festival hanno smesso di aspettare i contributi pubblici e hanno iniziato a costruire strategie autonome di raccolta fondi. Il risultato è un settore in trasformazione, dove il fundraising culturale è diventato una competenza strategica e non più un'attività residuale. Con oltre 1 miliardo di euro raccolti grazie all'Art Bonus in dieci anni e una crescita del +20% nella raccolta privata nel 2025, i numeri raccontano una storia di maturità crescente, e di opportunità ancora in larga parte inesplorate.

Quando il fundraising funziona: tre esempi italiani

Il Museo della Scienza di Milano

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano ha costruito nel tempo uno dei modelli di fundraising museale più strutturati d'Italia. Sotto la guida di Giovanni Crupi, Direttore Marketing e Fundraising, il museo ha sviluppato un approccio integrato che unisce grandi donatori corporate, fondazioni bancarie e un pubblico individuale sempre più coinvolto. La campagna "Tutti per il Museo per Tutti" del 2021 ha segnato un punto di svolta: per la prima volta, il museo ha chiesto ai visitatori di diventare donatori abituali, costruendo un senso di appartenenza collettiva attorno all'istituzione.

L'Auditorium di Forlì e il modello comunitario

Valerio Melandri e l'esperienza forlivese hanno dimostrato che il fundraising culturale funziona quando parla alla comunità locale con autenticità. Non basta raccogliere fondi: bisogna restituire alla città una narrativa di cui sentirsi parte. La chiarezza degli obiettivi, la rendicontazione pubblica e la semplicità del messaggio sono stati i fattori chiave di un modello replicabile in contesti molto diversi tra loro.

Gli ecosistemi privati: il caso BigBag

Accanto alle grandi istituzioni, emergono modelli ibridi in cui cultura e imprenditoria si fondono. Alessandra Pellegrini, fundraiser culturale e fondatrice di BigBag Milano, ha costruito un ecosistema in cui un brand di moda sostenibile diventa strumento di raccolta fondi per istituzioni come la Veneranda Fabbrica del Duomo e Grande Brera. Ogni borsa venduta racconta una storia di artigianato, inclusione e mecenatismo diffuso, un modello che collega donatori UHNW a infrastrutture culturali durature, trasformando il consumo consapevole in atto filantropico.

Dal singolo sponsor alla rete di relazioni

Il paradigma è cambiato. La sponsorizzazione tradizionale, un'azienda eroga un contributo in cambio di visibilità, ha lasciato spazio a qualcosa di più complesso e più solido: la costruzione di ecosistemi relazionali tra enti culturali, imprese, donatori privati e comunità.

Alessandra Pellegrini, tra le figure più attive nel fundraising culturale italiano e docente presso la Scuola Holden di Torino, dove tiene un corso specifico sul tema, descrive questo processo come un lavoro di densità relazionale: non si tratta di vendere un progetto, ma di creare esperienze condivise che generano valore intergenerazionale. I donatori, in questa visione, non sono finanziatori anonimi ma co-autori di un patrimonio culturale che sopravvive loro. Questa prospettiva è particolarmente rilevante nel segmento dei donatori UHNW, per i quali l'impatto identitario e la legacy contano quanto, o più, del beneficio fiscale.

La cassetta degli attrezzi: Art Bonus, crowdfunding e 5×1000

Per chi vuole avvicinarsi al fundraising culturale, esistono oggi strumenti consolidati e accessibili a enti di qualsiasi dimensione.

Oltre il 2026: la cultura si finanzia da sola?

Con l'esaurimento progressivo dei fondi PNRR e la pressione crescente sui bilanci pubblici, il settore culturale italiano si trova a un bivio. La domanda non è più se fare fundraising, ma come farlo in modo sostenibile e strutturale. Gli enti che hanno già investito in competenze, relazioni e modelli ibridi, come quelli sperimentati da Alessandra Pellegrini, sono meglio posizionati per affrontare la transizione. Per gli altri, il tempo per costruire quella capacità si sta restringendo.


Quanto tempo ci vuole per costruire una strategia di fundraising culturale efficace?

Non esiste una risposta universale, ma la maggior parte degli esperti concorda su un orizzonte minimo di 18-24 mesi per vedere risultati strutturali. Il fundraising non è una campagna: è un processo continuo di costruzione della fiducia tra l'ente e i suoi donatori. Le fondamenta, database, narrativa, strumenti fiscali, vanno costruite prima ancora di chiedere il primo euro.

Perché formarsi in fundraising culturale?

Il fundraising culturale è una disciplina specifica, diversa dal fundraising nonprofit generalista o dal marketing commerciale. Richiede competenze in comunicazione del patrimonio, relazioni istituzionali, fiscalità delle donazioni e gestione dei donatori. Percorsi formativi specializzati, come quello tenuto da Alessandra Pellegrini alla Scuola Holden, offrono strumenti pratici e casi studio reali per chi vuole operare professionalmente nel settore.

Più Uno, il movimento guidato da Ernesto Maria Ruffini entra nella fase operativa

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Con l’avvio dell’assemblea organizzativa nazionale presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma, Più Uno, il movimento fondato da Ernesto Maria Ruffini, entra ufficialmente nella fase operativa del proprio radicamento sul territorio.

Il comitato organizzativo nazionale, insediato durante i lavori, accompagnerà il movimento fino alla prima assemblea nazionale prevista per la prima metà del 2026. Nei prossimi mesi è attesa la definizione della struttura territoriale, con la nascita dei coordinamenti provinciali e regionali, in un’ottica di rete stabile e coordinata su scala nazionale.

Il Manifesto dei valori e degli obiettivi

Parallelamente al lavoro organizzativo, Più Uno procederà alla stesura del Manifesto politico, documento che definirà i valori e gli obiettivi del movimento, collocato nell’area del centrosinistra ma autonomo dal Partito Democratico.

Ernesto Maria Ruffini ha sottolineato che il progetto nasce per dare voce alla società civile non più rappresentata dai partiti tradizionali, recuperando lo spirito originario dell’Ulivo e rilanciando l’idea di una politica partecipata e inclusiva.

Ruffini: “Per battere la destra serve partecipazione”

Nel suo intervento, Ruffini ha richiamato la necessità di contrastare l’astensionismo e favorire la partecipazione politica come strumenti per costruire un’alternativa di governo.

«Più Uno nasce per ricucire il rapporto tra cittadini e politica – ha detto – mettendo al centro le persone, l’ascolto e il bene comune». Il movimento si definisce non come partito tradizionale, ma come comunità aperta che punta su un modello di protagonismo civico e rete territoriale capillare.

“Più Uno parte del centrosinistra, non stampella del Pd”

Durante i lavori, Ruffini ha chiarito la posizione del movimento: «Più Uno non sarà mai una stampella del Partito Democratico, né una sua corrente interna».

Ruffini ha ribadito che Più Uno si colloca pienamente nel campo del centrosinistra, con l’obiettivo di ampliarne il perimetro senza snaturarlo. Non si tratta di una proposta centrista, ma di un progetto politico e culturale autonomo che punta a ricostruire uno spazio aperto e maggioritario, coinvolgendo cittadini e realtà oggi lontane dalla politica.

Un progetto per un “campo aperto” del centrosinistra

Tra i temi centrali emersi nel dibattito figurano uguaglianza, giustizia sociale, lavoro, scuola, sanità, ambiente, Europa e pace. Ruffini ha descritto l’impegno del movimento come una sfida volta a costruire un “campo aperto”, capace di unire culture e sensibilità diverse.

L’obiettivo dichiarato è offrire un’alternativa credibile alla destra, ritenuta priva di una visione unitaria di Paese e poco attenta ai bisogni di chi fatica economicamente o vive ai margini della società.

Per saperne di più: Riparte Più Uno, a Roma l’assemblea del movimento di Ruffini

Antonello Colosimo nominato presidente della sezione controllo enti della Corte dei Conti

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Il consiglio di presidenza della Corte dei Conti ha conferito a Antonello Colosimo l'incarico di presidente della sezione controllo enti. Si tratta di una struttura centrale dell'istituto di rilievo costituzionale preposta alla vigilanza sulla gestione degli enti pubblici partecipati dallo Stato e sovvenzionati. La sezione, secondo quanto riportato da fonti istituzionali, opera sul controllo di oltre 300 enti che complessivamente generano i due terzi del prodotto interno lordo nazionale.

Il percorso professionale di Colosimo

Colosimo, nato nel 1960 a Napoli con origini nella provincia di Cosenza, vanta un percorso professionale che abbraccia quattro decenni all'interno della pubblica amministrazione. La sua carriera è caratterizzata da incarichi di vertice: ha ricoperto il ruolo di alto commissario vicario per la lotta alla contraffazione ed è stato direttore generale e capo di gabinetto presso diversi ministeri.

Prima della nomina odierna, Colosimo ha presieduto la sezione di controllo della Corte dei Conti per la regione Umbria, incarico che ha mantenuto fino al 12 dicembre 2025. Durante il suo mandato nel collegio umbro, Colosimo ha concluso il suo percorso regionale con il giudizio di parificazione del rendiconto generale della regione.

La successione a Manuela Arrigucci

Colosimo subentra a Manuela Arrigucci, che ha guidato la sezione fino alla data della nomina. Arrigucci, avvocato originaria di Arezzo e nominata in precedenza al consiglio di presidenza della Corte dei Conti, ha retto la struttura attraverso un periodo significativo per i controlli sulla gestione pubblica.​

Le competenze della sezione controllo enti

La sezione di controllo sugli enti svolge funzioni di verifica sulla gestione complessiva di enti pubblici e privati che ricevono contributi dallo Stato, rilevando gli squilibri gestionali in materia di appalti, aiuti statali e concorrenza. L'attività di controllo, secondo la normativa costituzionale, si esplica mediante verifiche di legittimità e di efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa rispetto agli obiettivi posti dalla legge.

Il riconoscimento della Festa dei Calabresi nel Mondo

Il 13 gennaio 2026, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma, Colosimo ha ricevuto la Medaglia d'oro Brutium nel corso della 57ª edizione della Festa dei Calabresi nel Mondo. Il riconoscimento è destinato a personalità che si sono distinte nei campi delle istituzioni, della cultura, della scienza, dell'arte, dell'imprenditoria e del giornalismo.

Nel ritirare il premio, Colosimo ha sottolineato come l'appartenenza alla Calabria rappresenti un valore e un'identità che lo accompagna nel suo percorso professionale. Ha dedicato il riconoscimento a suo padre e a tutti i calabresi che, pur allontanandosi dalla loro terra d'origine, mantengono un legame profondo con le proprie radici.

L'evento promosso dall'associazione Brutium

La manifestazione, promossa dall'associazione Brutium sotto la direzione di Gemma Gesualdi, riunisce da oltre mezzo secolo le personalità calabresi che si sono distinte a livello nazionale e internazionale. La cerimonia ha visto la partecipazione di personalità istituzionali, tra cui il sottosegretario con delega per il Sud Luigi Sbarra.

Allemandi cresce oltre le attese: ricavi +80% e utili in forte aumento nel primo anno della nuova gestione

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Nel primo anno di gestione da parte della nuova compagine societaria, la Casa Editrice Allemandi registra un incremento significativo di ricavi e utili. Il rilancio del marchio, rilevato da Intesa Sanpaolo, Fondazione 1563, Fondazione CRT e Fondazione CRC, ha riportato al centro uno degli storici protagonisti dell’editoria culturale italiana, profondamente radicato nel territorio torinese.

Ricavi oltre 5,5 milioni di euro: +80% rispetto al budget

I dati approvati dal Consiglio di Amministrazione presieduto da Michele Coppola mostrano risultati nettamente superiori alle aspettative.
Per il 2025, i ricavi previsti superano i 5,5 milioni di euro: oltre due milioni in più rispetto al budget preacquisizione (+80%) e +30% rispetto al piano approvato nel dicembre 2024.

L’utile atteso è di circa 400mila euro, con una crescita del 110% rispetto alla previsione preacquisizione e del 30% in confronto al piano precedente.

Crescono libri e Giornale dell’Arte: Allemandi diventa “medio editore”

L’incremento è trainato dall’area libri, che registra un +105%, e dal Giornale dell’Arte, in crescita del 36%.
Questi risultati consentono ad Allemandi di raggiungere lo status di medio editore, con un fatturato compreso tra 5 e 15 milioni di euro.

Le parole del Presidente Michele Coppola

“Gli straordinari risultati in termini di ricavi e utili – di gran lunga superiori alle più ottimistiche attese – riflettono la capacità dell’azienda di acquisire nuovi clienti e ampliare la platea dei lettori e degli inserzionisti, mantenendo un efficace controllo dei costi”, dichiara Coppola.
Il presidente sottolinea inoltre il valore distintivo della casa editrice: “Raffinatezza e qualità dei libri, tempestività e accuratezza delle notizie”.

Il ruolo della squadra: libri e giornale rilanciati

Secondo l’Amministratore Delegato Luigi Cerutti, il cambio di passo è legato anche ai nuovi ingressi nella direzione editoriale:

Una spinta innovativa che ha valorizzato l’heritage della casa editrice e pone le basi per ulteriori sviluppi nel nuovo Piano Industriale, già in fase di elaborazione.

Progetti e iniziative: dal Quirinale alle ATP Finals

Accanto ai risultati economici, il 2025 ha visto Allemandi protagonista di numerose iniziative culturali, tra cui:

Obiettivo: diventare un riferimento europeo dell’editoria d’arte

“La conclusione del primo anno del nuovo corso è l’occasione per ringraziare il CdA e i soci per il sostegno”, aggiunge Coppola.
L’obiettivo per il futuro è chiaro: consolidare il ruolo di Allemandi come leader nazionale ed essere un player di riferimento europeo nell’arte e nella cultura.

Nasce OB Italia, il nuovo fondo nazionale di assistenza socio-sanitaria integrativa

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È stato presentato OB Italia, il fondo nazionale di assistenza socio-sanitaria integrativa promosso da AIFOS, Assoesercenti, Confimpreseitalia, ITALPMI, UCI, UNCI, Valitalia PMI, Federforma e Fesica Confsal. L’obiettivo è rafforzare le tutele per lavoratori, famiglie e cittadini attraverso un modello bilaterale che affianca il Servizio sanitario nazionale con prestazioni aggiuntive e servizi mirati.

Un sistema a supporto della salute e della prevenzione

Il Fondo intende offrire un sistema strutturato di sostegni economici e interventi che ampliano l’accesso alle cure, integrando i servizi pubblici e rispondendo ai bisogni emergenti della popolazione. La missione è garantire un insieme di prestazioni che favoriscano la prevenzione, il benessere psicofisico e un miglioramento complessivo della qualità della vita.

Il coordinamento del Fondo

La guida di OB Italia è affidata a Guido D’Amico, Presidente di Confimpreseitalia. D’Amico sottolinea l’importanza di strumenti capaci di offrire supporti concreti e facilmente accessibili ai cittadini, evidenziando come il Fondo miri a ridurre tempi di attesa e costi per le famiglie attraverso prestazioni specialistiche e servizi tempestivi.

Le prestazioni previste dal Fondo

Tra gli interventi proposti da OB Italia figurano:

L’idea è costruire un sistema capace di accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita, promuovendo un approccio centrato sulla prevenzione e sull’accessibilità ai servizi essenziali.

Destinatari e potenziali beneficiari

Secondo i promotori, OB Italia rappresenta un elemento significativo nel panorama del welfare nazionale. Il Fondo sarà rivolto alle aziende aderenti, ma resterà accessibile anche ai cittadini che sceglieranno di associarsi privatamente.

Si stima che il bacino potenziale raggiunga sin da subito circa un milione di persone, considerando la platea di lavoratori e famiglie coinvolti dalle organizzazioni promotrici.

Prossimi passi e informazioni utili

Nei prossimi mesi verranno rese note le modalità di adesione e le nuove agevolazioni. È già attiva la pagina ufficiale dedicata a OB Italia, che offrirà aggiornamenti su requisiti, servizi e opportunità disponibili.