
Si è aperta a Firenze l'ottava edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, il laboratorio di dibattito e confronto focalizzato sulle trasformazioni sociali ed economiche contemporanee. La prima giornata di lavori è stata inaugurata dalla rettrice dell’Università di Firenze, Alessandra Petrucci.
Nel corso del pomeriggio, gli appuntamenti si sono spostati nella cornice di Palazzo Vecchio, dove la giurista, attivista e Premio Nobel per la pace Shirin Ebadi è intervenuta per concludere il “Laboratorio Mediterraneo per l’Economia Civile e la Pace”.
IL VIDEO -> Festival Nazionale dell’Economia Civile, la Premio Nobel Shirin Ebadi apre l’8a edizione a Firenze
Durante il suo intervento incentrato sul legame tra economia sociale e contesti di conflitto globale, l'avvocata e pacifista iraniana ha evidenziato il rapporto di causa-effetto tra i conflitti armati e la stabilità finanziaria:
“La guerra distrugge la vita e anche l’economia, distrugge anche lo sviluppo, le infrastrutture dell’economia mondiale. Dunque c’è una correlazione diretta tra la pace e l’economia” - Shirin Ebadi.
In parallelo agli eventi istituzionali, lo spazio urbano antistante Palazzo Vecchio, in Piazza della Signoria, ha visto protagonisti gli studenti attraverso le attività e i momenti di condivisione curati da Generazione Presente.
Il programma della manifestazione prosegue approfondendo le sfide tecnologiche e istituzionali del continente. Tra gli appuntamenti di rilievo figurano i panel dedicati all’intelligenza artificiale, moderati da Sergio Gatti, Direttore generale di Federcasse-BCC.
Sul significato e sugli obiettivi valoriali della manifestazione, lo stesso Gatti ha sottolineato:
“Il tema del nostro festival è EU-economia, laddove la EU richiama sia il greco che vuol dire buono, quindi capace di non fare danni ma di creare opportunità e reddito, ma ricorda anche l’Europa, perché nel nostro continente noi abbiamo un unico destino che è quello di lavorare meglio. Lavorare con un’Europa più unita, più federale e probabilmente un pochino meno complicata”.
