
La rapida evoluzione tecnologica sta ridisegnando le prospettive occupazionali a livello globale. Entro il 2030 si stima che il 40% delle competenze attuali subirà profonde trasformazioni. A fronte di 92 milioni di ruoli destinati a essere sostituiti dall'automazione, nasceranno 170 milioni di nuove opportunità lavorative. In questo scenario di transizione, quasi il 60% della forza lavoro dovrà intraprendere percorsi di riqualificazione per mantenere la propria competitività.
L'avanzamento tecnologico rende le sole competenze tecniche non più sufficienti per garantire l'occupabilità nel lungo periodo. Da una parte l'automazione interviene in misura crescente nelle mansioni operative, dall'altra i tradizionali percorsi formativi faticano ad anticipare le reali esigenze delle imprese.
Per rispondere a queste sfide strutturali, Gi Group - realtà operativa dell'omonima multinazionale italiana - ha presentato un nuovo posizionamento strategico. Il focus si sposta dai modelli classici di staffing alla valorizzazione delle human skills, ovvero l'insieme di attitudini e capacità trasversali che permettono ai lavoratori di adattarsi al cambiamento e di superare i rigidi confini della propria mansione.
Il nuovo corso del Gruppo mira a bilanciare due necessità complementari: il potenziale individuale dei lavoratori e l'esigenza di certezza operativa espressa dalle aziende.
"Il nuovo posizionamento si inserisce in una fase di incertezza globale che rappresenta anche un'opportunità per ripensare gli approcci alla gestione delle persone" spiega Zoltan Daghero, Managing Director di Gi Group. Il modello dell'azienda, che storicamente unisce presenza territoriale e regia centrale, sta oggi integrando in modo sistematico i nuovi strumenti di intelligenza artificiale.
Questa strategia si concretizza nel modello operativo denominato "Smarter Proximity", strutturato su tre direttrici:
Per comunicare questo riposizionamento, Gi Group ha lanciato una campagna globale su canali digitali e stampa. Il progetto ruota attorno al concept "Beyond" (andare oltre), sottolineando come i semplici job title non riescano a rappresentare l'effettivo valore apportato dalle persone al mondo produttivo. La narrazione si concentra sui lavoratori operativi, dando visibilità alle responsabilità e al valore sociale insiti nel loro contributo quotidiano.
Stefano Colli-Lanzi, Founder e CEO di Gi Group Holding, inquadra la novità nel percorso storico dell'agenzia, nata nel 1998 e oggi attiva in oltre 30 Paesi. "Questo nuovo posizionamento rappresenta una tappa cruciale, che rafforza il nostro ruolo in un mercato in profonda trasformazione e riafferma l'impegno nel generare valore" conclude Colli-Lanzi.
