Università: dal MUR 939mila euro alla CCUM per rafforzare il modello dei Collegi di Merito

Tempo di lettura: < 1 minuto

Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), guidato da Anna Maria Bernini, ha assegnato 939.209 euro ai Collegi Universitari di Merito. Lo stanziamento riconosce il ruolo virtuoso di queste strutture nel promuovere il diritto allo studio e sostenere studenti meritevoli in tutta Italia.

Finanziamento ministeriale e valorizzazione del merito accademico

La Conferenza dei Collegi Universitari di Merito (CCUM), presieduta da Carla Bisleri, ha espresso soddisfazione per il provvedimento, definendolo un segnale concreto di attenzione verso un modello che unisce residenzialità, formazione e inclusione sociale.

I Collegi di Merito: un modello integrato di formazione e housing

Attualmente, i Collegi di Merito costituiscono una rete di 57 strutture presenti in 18 città universitarie italiane. Offrono agli studenti un ambiente formativo e residenziale di alta qualità, con rette spesso più accessibili rispetto al mercato privato.

L’ammissione avviene sulla base di criteri di merito che valutano percorso accademico, motivazione personale e impegno extrascolastico. Ogni studente sottoscrive un progetto formativo personalizzato, parallelo o integrativo al percorso universitario, che include corsi, tutorato, orientamento, coaching e attività internazionali, culturali e sociali.

Questa impostazione considera l’housing non solo come servizio abitativo, ma come spazio educativo e comunità formativa in cui sviluppare competenze professionali e relazionali.

Un investimento per il futuro del sistema universitario

Le risorse stanziate contribuiranno a consolidare il lavoro svolto negli ultimi anni dalla CCUM e dai Collegi di Merito, volto ad ampliare i posti disponibili, potenziare i servizi agli studenti e sviluppare programmi educativi più qualificati.

Secondo la presidente Bisleri, la collaborazione tra MUR, CCUM e istituzioni rappresenta «una best practice del sistema pubblico-privato», capace di favorire la mobilità sociale e la competitività del Paese.

Il finanziamento del MUR si inserisce in un percorso volto a sostenere in modo stabile un modello che integra merito, accessibilità e qualità formativa, rafforzando la funzione dei Collegi come motore del diritto allo studio.

Fundraiser culturale e impresa: perché le aziende hanno bisogno di un mediatore culturale

Tempo di lettura: 4 minuti

Per decenni, il rapporto tra imprese e cultura si è ridotto a una formula semplice: un'azienda eroga un contributo, un museo o un teatro mette il logo sulle locandine. Un modello che ha funzionato, ma che oggi mostra tutti i suoi limiti. Le imprese chiedono di più: vogliono impatto misurabile, coerenza con la strategia ESG, coinvolgimento reale di dipendenti e stakeholder. Ed è qui che entra in gioco una figura ancora poco conosciuta in Italia, ma sempre più centrale, il fundraiser culturale.

Cosa fa davvero un fundraiser per le aziende

Il fundraiser culturale non è un intermediario che porta soldi da A a B. È un professionista che conosce in profondità sia il linguaggio delle istituzioni culturali sia quello del business, e che sa costruire ponti tra mondi che raramente si parlano in modo diretto.

In pratica, lavora su tre livelli:

Quello che distingue questo approccio dalla sponsorizzazione tradizionale è la parola ecosistema. Non si tratta di un'operazione una tantum, ma della costruzione di una rete di relazioni duratura che genera valore nel tempo per tutti i soggetti coinvolti.

Cultura e ESG: un binomio sempre più strategico

Negli ultimi anni, la pressione delle normative europee sulla rendicontazione ESG ha spinto le imprese a ripensare il proprio ruolo sociale. La cultura, in questo contesto, non è più un optional nel bilancio di sostenibilità: è una leva concreta per migliorare l'ESG rating, rafforzare l'identità aziendale e differenziarsi in mercati sempre più affollati.

I benefici sono tangibili e misurabili:

Il networking come valore generativo

Uno degli aspetti più sottovalutati del rapporto tra impresa e cultura è il potenziale di networking che genera. Un'azienda che diventa partner istituzionale di un museo, di un festival o di un teatro non acquisisce solo visibilità: entra a far parte di una comunità di soggetti, altri mecenati, istituzioni, personalità del mondo culturale, con cui costruire relazioni di lungo periodo.

Questo è uno dei concetti fondamentali nel lavoro di Alessandra Pellegrini, fundraiser culturale con oltre 30 anni di esperienza e più di 25 milioni di euro raccolti a favore di istituzioni culturali italiane e internazionali. La sua visione è che la vera ricchezza di un investimento culturale non stia solo nel progetto realizzato, ma nella rete di relazioni che quel progetto attiva: connessioni tra imprenditori, istituzioni e comunità che si moltiplicano nel tempo e generano valore ben oltre il budget iniziale. Pellegrini insegna questi principi anche nel suo corso di fundraising culturale alla Scuola Holden di Torino, uno dei pochi percorsi formativi in Italia dedicati specificamente a questa disciplina.

Dalla CSR all'investimento culturale: un cambio di paradigma

La Corporate Social Responsibility tradizionale è spesso percepita come un costo, necessario, ma non generativo. L'investimento culturale strategico, invece, trasforma la CSR in un asset: un progetto che produce contenuti, relazioni, visibilità e ritorno misurabile.

Il processo, quando è gestito con metodo, segue fasi precise:

  1. Identificazione degli obiettivi aziendali e dell'area geografica di interesse
  2. Selezione delle istituzioni culturali compatibili con la strategia dell'impresa
  3. Definizione del budget e delle metriche di successo
  4. Costruzione del progetto culturale su misura, che può includere eventi esclusivi, programmi formativi, partnership istituzionali, campagne digitali integrate
  5. Supporto alle attività di PR, ufficio stampa e ottimizzazione dei benefici fiscali (Art Bonus, deduzioni)
  6. Analisi dei risultati e sviluppo delle fasi successive

Questo approccio strutturato è ciò che differenzia un investimento culturale efficace da una sponsorizzazione improvvisata.

Quali aziende possono beneficiarne

Non esiste una dimensione minima per investire in cultura in modo strategico. Le imprese che traggono i maggiori benefici sono quelle che:


Un'azienda piccola o media può permettersi un investimento culturale strategico?

Sì. Molte istituzioni culturali, soprattutto quelle locali e territoriali, cercano attivamente partner aziendali anche di dimensioni contenute. L'importante è la coerenza tra i valori del brand e quelli dell'istituzione, non la dimensione del budget. Un fundraiser esperto sa identificare le opportunità più adatte a ogni contesto e dimensione aziendale.

Quali sono i benefici fiscali per le aziende che investono in cultura?

Lo strumento principale è l'Art Bonus: consente un credito d'imposta del 65% sulle erogazioni liberali a favore di beni culturali pubblici, con un tetto massimo del 5 per mille dei ricavi. Esistono inoltre deduzioni per le erogazioni a fondazioni e associazioni culturali riconosciute. Un fundraiser specializzato supporta l'azienda nell'ottimizzazione di questi strumenti, massimizzando il ritorno fiscale dell'investimento.

Come si misura il ritorno di un investimento culturale?

Le metriche variano in base agli obiettivi: copertura media e social, engagement dei dipendenti, nuovi contatti nel network, miglioramento dell'ESG rating, incremento della brand awareness. La chiave è definire le metriche prima dell'investimento, non dopo, ed è uno dei compiti principali del fundraiser culturale nella fase di progettazione.

Chi è il fundraiser: ruolo, competenze e evoluzione della professione

Tempo di lettura: 2 minuti

In Italia il fundraising rappresenta un pilastro per oltre 10.000 enti non profit e culturali, con una crescita annua stimata del 15% nel settore culturale. Il fundraiser è il professionista che progetta e attua strategie di raccolta fondi, trasformando relazioni in risorse sostenibili per missioni sociali e culturali. Non si limita a chiedere donazioni: crea ecosistemi di sostegno a lungo termine, integrando dati, narrazioni e network. Secondo report del settore, nel 2025 il 36% delle raccolte deriva da donatori individuali, con un ruolo crescente per figure ibride che uniscono competenze relazionali e digitali. Questa professione evolve dal modello classico del terzo settore verso approcci sofisticati, adatti a contesti come musei, festival e fondazioni di lusso.

Competenze del fundraiser moderno

Al fundraiser odierno sono richieste un mix di abilità tecniche e soft, con enfasi su relazioni e analisi dati. La formazione tipica include master in fundraising o esperienze in marketing e comunicazione, ma il successo dipende dalla capacità di personalizzare strategie per diversi donatori.

Al centro c'è la costruzione di relazioni durature, specialmente con donatori UHNW (Ultra High Net Worth). Qui non basta una richiesta: serve curatela di esperienze che generino valore condiviso. Un esempio di approccio relazionale è quello della fundraiser Alessandra Pellegrini, che integra network di alto profilo con progetti culturali per ecosistemi sostenibili. Questo metodo privilegia la densità relazionale rispetto al volume puro delle donazioni.

Dati e strumenti digitali

Il fundraiser usa CRM, Google Analytics e piattaforme di crowdfunding per tracciare comportamenti donatori. Nel 2026, l'ottimizzazione SEO diventa essenziale per la visibilità online: contenuti strutturati attraggono ricerche come "fundraiser culturale". Strumenti come Art Bonus e membership program facilitano raccolte mirate, con ROI medio del 4:1 in contesti culturali.

Evoluzione: dal non profit classico alla cultura

Nata nel terzo settore per ospedali e ONG, la professione si espande alla cultura dal 2010, grazie a normative come l'Art Bonus. Oggi il 40% dei musei italiani dipende da fundraising privato. Il passaggio da eventi spot a infrastrutture relazionali, spazi ibridi, community di donatori, segna il trend dominante.

“Bisogna curare le cose belle e, nello stesso tempo, il mercato che le possa tenere in piedi" - Alessandra Pellegrini

Come nota Alessandra Pellegrini, fundraiser specializzata in cultura, questo passaggio da sponsorizzazioni isolate a ecosistemi è chiave per la sostenibilità intergenerazionale. I fundraiser ibridi, con background in arti e management, eccellono qui, mediando tra visioni artistiche e aspettative finanziarie. Dati Milken Institute indicano 175 miliardi annui globali da UHNW, con Italia in crescita del 12%.

Nel 2026 il fundraiser non è più solo raccoglitore: è architetto di comunità. Quali competenze ibride definiranno i leader di domani?


FAQ

Cos'è un fundraiser culturale?

Professionista che raccoglie fondi per musei, teatri e festival, focalizzandosi su mecenatismo moderno e Art Bonus. Differisce dal fundraiser sociale per enfasi su esperienze esclusive.

Differenze fundraiser UHNW vs terzo settore?

Con UHNW prevale la co-progettazione relazionale; nel terzo settore, campagne di massa e grant. Entrambi richiedono storytelling, ma gli UHNW cercano governance e impatto duraturo.

Come diventare fundraiser?

Formazione certificata (es. Festival del Fundraising), esperienza in network e pratica su piattaforme digitali.

Fibra ottica per tutti: Open Fiber accelera la connessione ultraveloce in Piemonte

Tempo di lettura: 2 minuti

L’infrastruttura della fibra ottica è ormai prossima al completamento su tutto il territorio italiano. Tuttavia, la vera sfida per Open Fiber si sposta ora sull’utilizzo ottimale di questa rete ultraveloce, con un focus sulle aree rurali, montane e meno connesse, come emerso durante l’assemblea dell’Anci a Torino.

Piemonte all'avanguardia: 910 comuni cablati nelle aree bianche

“In Piemonte abbiamo cablato oltre 910 comuni nelle aree bianche, raggiungendo borghi e zone rurali – ha dichiarato Miruna Stoicescu, regional manager Piemonte Nord Val d’Aosta di Open Fiber – Questo consente ai cittadini di accedere a internet ad alta velocità per lavorare da remoto, usufruire di streaming e telemedicina, o anche semplicemente giocare online, alla pari con chi vive nei centri urbani”.

Grazie a questa copertura, piccoli centri come Levone e Moncenisio offrono oggi le stesse opportunità di connessione del centro di Torino, eliminando il divario digitale tra città e periferie. Parallelamente, Open Fiber prosegue con investimenti privati nelle cosiddette aree nere, che comprendono i principali centri urbani: un investimento da 230 milioni di euro per il cablaggio di 760mila unità immobiliari.

Fibra ottica: un volano per i borghi e le imprese

Portare la rete ultraveloce nei piccoli comuni è una priorità per incentivare la crescita sociale ed economica. Il sindaco di Ceres, Davide Eboli, ha sottolineato l’importanza della fibra per il lavoro a distanza e l’erogazione di servizi: “È fondamentale per i cittadini e per aumentare la vivibilità delle nostre valli”.

A Levone, un paese di meno di 500 abitanti nel Canavese, il cablaggio in fibra ha reso disponibili oltre 370 unità immobiliari connesse. Questo ha avuto un impatto diretto sul tessuto sociale ed economico, come evidenziato dal sindaco Massimiliano Gagnor: “Ora imprese e cittadini possono accedere a connessioni rapide sia per il tempo libero sia per le attività commerciali”.

Rivoluzione digitale e inclusione sociale

La fibra ottica non è solo una risorsa tecnologica, ma un’opportunità per il ripopolamento delle aree rurali e montane. Secondo Pacifico Banchieri, sindaco di Caselette e presidente dell’Unione Montana Valsusa, la rete ultraveloce favorisce l’insediamento di nuove imprese, in particolare nel settore turistico, elemento chiave per l’economia locale.

L’obiettivo di Open Fiber, come spiegato da Miruna Stoicescu, è ridurre il divario digitale e promuovere l’inclusione: “Speriamo che l’accesso alla banda ultralarga contribuisca al ripopolamento di zone remote e di montagna, dove le famiglie possono lavorare a distanza e vivere con maggiore qualità della vita”.

La fibra ottica, un ponte per il futuro

Con la digitalizzazione al centro dello sviluppo sociale ed economico, il progetto di Open Fiber rappresenta un tassello fondamentale per connettere l’intero Paese, offrendo nuove opportunità ai cittadini, alle imprese e alle istituzioni, indipendentemente dalla loro posizione geografica. Il futuro dell’Italia è sempre più interconnesso.

Monaco Smart & Sustainable Marina Rendezvous

Tempo di lettura: 2 minuti

Monaco si prepara ad accogliere la quarta edizione della Monaco Smart & Sustainable Marina Rendezvous, un evento di portata globale che promette di rivoluzionare il settore delle marine. Organizzato da Monaco Marina Management (M3), l'incontro si terrà presso il prestigioso Yacht Club de Monaco dal 22 al 23 settembre 2024, e vedrà la partecipazione di oltre 250 delegati tra imprenditori, industriali, investitori, promotori e sviluppatori di porti turistici provenienti da tutto il mondo.

Innovazioni e collaborazioni al centro dell'evento

L'evento si distingue per la sua area espositiva, che offrirà una vetrina delle ultime innovazioni tecnologiche sviluppate da startup e scaleup del settore nautico, selezionate da una giuria di esperti. Questo spazio espositivo rappresenta un'opportunità unica per i delegati di scoprire e testare soluzioni all'avanguardia che promettono di trasformare la gestione e la sostenibilità delle marine.

Focus su sostenibilità, infrastrutture e servizi

Tre temi chiave guideranno le discussioni nei workshop:

  1. Transizione Energetica e Sostenibilità: comprendendo l'uso di combustibili più ecologici e la riduzione dei rifiuti.
  2. Costruzione di Infrastrutture Resilienti ed Efficienti dal Punto di Vista Energetico: puntando a migliorare l'efficienza e la resilienza delle strutture portuali.
  3. Diversificazione dei Servizi dei Porti Turistici: esplorando nuove modalità per ampliare l'offerta di servizi ai diportisti.

Questi temi saranno approfonditi attraverso tre interventi principali che esamineranno l'impatto della tecnologia, del settore bancario e dell'architettura nella trasformazione dei porti turistici.

Competizione di progettazione e premi

Un elemento di grande interesse sarà la competizione di progettazione per un porto turistico galleggiante in aree ecologicamente sensibili, aperta ad architetti e studenti. Una giuria di prestigio, presieduta dallo studio Zaha Hadid Architects e composta da Jean-Michel Wilmotte e altri esperti, valuterà i progetti presentati. I vincitori saranno premiati durante la cerimonia degli International Smart & Sustainable Marina Awards il 23 settembre 2024 alle 16, in tre categorie: startup e scaleup, porti turistici e architetti (professionisti e studenti).

Un'iniziativa per promuovere l'eccellenza sostenibile

José Marco Casellini, CEO di M3, sottolinea l'importanza di mettere in contatto diretto innovatori e operatori dei porti turistici per implementare soluzioni tecnologiche sostenibili: "Di fronte alle sfide ambientali odierne, crediamo fermamente che la chiave sia mettere gli innovatori in contatto diretto con gli operatori dei porti turistici e altri professionisti del settore per attuare soluzioni tecnologiche. Insieme, grazie alle competenze di tutti, possiamo creare dei porti turistici che siano modelli di eccellenza sostenibile."

Supporto e collaborazioni di alto livello

L'iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Principe Alberto II di Monaco e dal programma di transizione digitale del Principato Extended Monaco, con il supporto di aziende di rilievo come UBS, Sanlorenzo, MB92 Group e Bombardier. Emmanuel Bornand, Vice President, International Business Aircraft Sales di Bombardier, esprime entusiasmo per l'evento: "Il nostro principale motore di innovazione è la sostenibilità e siamo lieti di supportare questo evento ancora una volta quest’anno. Prendere parte a questo incontro delle menti più brillanti e audaci e assistere alle soluzioni innovative e tangibili che vengono proposte ci dà ottimismo e fiducia per definire una nuova norma per il futuro."

Il ruolo dello Yacht Club de Monaco

L'evento segue l'11° Monaco Energy Boat Challenge, un'iniziativa che ha visto la partecipazione di 40 università e 450 studenti da 25 nazioni, impegnati a mostrare progressi in termini di tecnologia di propulsione alternativa. Lo Yacht Club de Monaco, sotto la guida di S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco, continua a promuovere l'innovazione e la sostenibilità nel settore della nautica da diporto, come dimostra il Sea Index. Questo parametro di riferimento misura l'impatto ambientale degli yacht di oltre 25 metri e viene applicato in numerosi porti del Mediterraneo, contribuendo alla protezione del fragile ecosistema marino.

Come promuovere il territorio attraverso il cinema, le parole di Antonella Ferrara

Tempo di lettura: 2 minuti

Il cinema e il turismo hanno da sempre intrattenuto una relazione simbiotica, creando un'armoniosa sinfonia che porta benefici sia all'industria cinematografica che al settore del turismo. Questa connessione profonda si traduce in una serie di vantaggi socioeconomici che contribuiscono allo sviluppo e alla prosperità dei territori coinvolti. Come ha ricordato Antonella Ferrara nel suo intervento a Casa Italia, programma di Rai Italia.

Promuovere il territorio attraverso il cinema

Le location cinematografiche, grazie alla loro bellezza e al loro fascino intrinseco, hanno il potere di attrarre visitatori da tutto il mondo. I luoghi iconici immortalati sul grande schermo diventano mete turistiche desiderate, generando flussi di visitatori e incrementando il turismo locale.

Il cinema funge da potentissimo strumento di promozione territoriale, permettendo di mostrare al mondo intero le meraviglie paesaggistiche, culturali e storiche di una regione. Le produzioni cinematografiche che scelgono di girare in determinate località portano con sé una vetrina globale per il territorio, aumentando la visibilità e l'interesse turistico.

LEGGI ANCHE ---> BigBag, nasce il progetto imprenditoriale etico che trasforma una borsa in un manifesto di cultura, sostenibilità e inclusione

Stimolare l'economia locale e creare opportunità di lavoro

La produzione cinematografica non solo porta turisti nelle località dove vengono girati i film, ma genera anche un aumento delle entrate economiche locali. L'afflusso di troupe e cast porta alla creazione di opportunità lavorative nel settore dell'ospitalità, della ristorazione, dei trasporti e della logistica, stimolando l'economia locale.

Preservare e valorizzare il patrimonio culturale

Il cinema ha il potere di preservare e valorizzare il patrimonio culturale di una regione, immortalando tradizioni, usi e costumi locali. Le produzioni che integrano elementi culturali autentici possono contribuire alla conservazione della identità locale e alla diffusione della cultura, incentivando il turismo culturale e responsabile.

Favorire lo sviluppo delle infrastrutture

La presenza di produzioni cinematografiche può portare a investimenti nelle infrastrutture locali, come la manutenzione e il miglioramento delle strade, dei servizi pubblici e delle strutture ricettive. Questi miglioramenti non solo beneficiano l'industria cinematografica, ma anche la comunità locale nel lungo termine.

Una partnership che genera prosperità

La correlazione tra cinema e turismo è una partnership vincente che porta benefici tangibili sia all'industria cinematografica che al settore del turismo. Attraverso la promozione territoriale, la creazione di opportunità economiche e lavorative e la conservazione del patrimonio culturale, il cinema diventa un motore di sviluppo sostenibile per le comunità locali, generando prosperità e crescita a lungo termine.

Il tema è stato trattato anche nel corso degli Stati Generali del Cinema, come ha ricordato Antonella Ferrara, Presidente e Direttore Artistico di Taobuk e Direttore scientifico degli Stati Generali del Cinema, nel corso del suo intervento a Casa Italia su Rai Italia. Ecco le sue parole.

“Questi tre giorni di incontri nascono in Sicilia da un’esigenza tutta nazionale, ovvero quella di chiamare a convegno l’intero comparto dell’audiovisivo. Questo chiamando a raccolta tutti gli stakeholder, dalla filiera della distribuzione a chi sta dietro la macchina da presa, gli attori, gli sceneggiatori. Sia i creativi che i tecnici. L'evento, promosso dalla Regione Siciliana in collaborazione con il Ministero del Turismo ed Enit, è una prima edizione ed ha avuto come focus l’insistere tra la correlazione tra cinema e turismo”. 

La film commission nazionale ha collaborato con l’evento e in particolare c’è stata la film commission siciliana che ha un ruolo fondamentale. Ricordiamo che la Sicilia ha stanziato più risorse per incentivare e sostenere le produzioni che scelgono di ambientare nell’isola i propri lavori”.

Intesa Sanpaolo investe nell'eccellenza imprenditoriale italiana

Tempo di lettura: 2 minuti

Intesa Sanpaolo, uno dei pilastri del sistema bancario italiano, ha recentemente annunciato il lancio di un ambizioso programma denominato 'Il tuo futuro è la nostra impresa'. Questo programma rivoluzionario si propone di mettere a disposizione una cifra considerevole, pari a 120 miliardi di euro, fino al 2026. L'obiettivo primario è quello di sostenere e guidare le progettualità delle PMI e delle aziende di minori dimensioni, considerate il cuore pulsante dell'imprenditoria italiana e delle filiere locali.

Trasformazione e crescita: le direttrici del programma

Il piano si articola lungo tre direttrici fondamentali, pensate per stimolare la crescita e l'innovazione all'interno del tessuto imprenditoriale italiano. La prima direttrice, denominata 'Transizione 5.0 ed energia', mira a promuovere l'adozione di tecnologie all'avanguardia e a favorire la transizione verso un'economia più sostenibile dal punto di vista ambientale. La seconda, focalizzata sulla 'Crescita sui mercati esteri', punta a supportare le imprese italiane nell'espansione e nella conquista di nuovi mercati internazionali. Infine, la terza direttrice, incentrata sul 'Sviluppo digitale e cybersecurity', si concentra sull'accelerazione della digitalizzazione e sull'implementazione di soluzioni per la sicurezza informatica.

Visione e obiettivi: il commento dei dirigenti

Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ha espresso la visione e gli obiettivi del programma, sottolineando l'importanza di favorire nuovi investimenti per potenziare la competitività italiana e promuovere strategie sostenibili a lungo termine. Questa iniziativa si colloca all'interno delle azioni strategiche del Gruppo a sostegno degli obiettivi stabiliti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), per il quale sono stati destinati complessivamente oltre 410 miliardi di euro, come annunciato dal CEO di Intesa Carlo Messina.

Un impulso per l'innovazione

L'Executive Director Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo, Anna Roscio, ha evidenziato il ruolo cruciale del nuovo programma nel catalizzare i processi di trasformazione industriale, energetica e digitale delle imprese italiane. La collaborazione rinnovata con Sace e altri enti istituzionali promette di amplificare le opportunità di investimento e di offrire vantaggi tangibili per le imprese partecipanti.

Testimonianze dal campo imprenditoriale

Durante la presentazione del programma, hanno preso la parola anche rappresentanti di aziende di spicco come Novation Tech, Sanlorenzo e Donnafugata. Questi imprenditori hanno sottolineato l'importanza delle direttive chiave del programma, evidenziando come la transizione 5.0, la crescita sui mercati esteri, lo sviluppo digitale e la cybersecurity siano essenziali per la competitività e la crescita sostenibile del settore, offrendo così uno spunto prezioso per il futuro dell'imprenditoria italiana.

Il debutto in Borsa della Simone S.p.A. sotto l'egida della Grimaldi Alliance

Tempo di lettura: 2 minuti

La Grimaldi Alliance ha recentemente orchestrato con successo l'ingresso della Simone S.p.A. nel mercato azionario, precisamente nel segmento Euronext Growth Milan. L'operazione è stata gestita da un team multidisciplinare di professionisti, comprendente esperti legali, consulenti fiscali e specialisti in controllo di gestione.

La Simone S.p.A.: un'eccellenza nell'editoria con oltre cinquant'anni di storia

Fondata a Napoli nel 2011, la Simone S.p.A. è una società attiva nel campo dell'editoria, fungendo da capofila di un gruppo che include sei società affiliate e un marchio storico, Edizione Simone. Il Gruppo Simone è noto nel panorama dell'editoria italiana per la sua vasta gamma di contenuti altamente specializzati, che spaziano dal settore giuridico a concorsi pubblici, abilitazioni professionali, esami di ammissione all'università e materiali didattici per le scuole, compresi libri dedicati ai più giovani.

Il supporto legale di Grimaldi Alliance nel percorso di quotazione

Nel corso del processo di quotazione in Borsa, il Gruppo Simone ha ricevuto assistenza legale da parte di un team di professionisti di Grimaldi Alliance. Paolo Daviddi, Monica Ronzitti, Angelica Codazzi e Alessandra Braccio hanno affrontato gli aspetti legali dell'operazione, garantendo una navigazione senza intoppi attraverso le complesse questioni normative.

Un ruolo chiave nel controllo di gestione affidato a esperti di Grimaldi Alliance

La parte critica del controllo di gestione è stata affidata a un team di esperti, composto da Giovanni Maria Conti, Lorenzo Piccinini, Pellone Fabrizia e Gianluca Giurazza. Questi professionisti hanno garantito che l'intero processo di quotazione fosse gestito con precisione e in conformità con le migliori pratiche di governance aziendale.

Partner strategici nel successo finanziario

Durante il processo, il Gruppo Simone ha potuto contare su partner strategici chiave. Integrae SIM S.p.A. ha agito come Euronext Growth Advisor e Global Coordinator, Emintad Italy S.r.l. ha svolto il ruolo di Financial Advisor, mentre KPMG S.p.A. ha garantito la revisione contabile. Adagio23 S.r.l. ha assunto la responsabilità di Auditor per i dati non contabili, l'Avv. Bruno Roberta ha agito come consulente Payroll, lo Studio Cerulli ha gestito gli aspetti giuslavoristici e RSM Società di Revisione e Organizzazione Contabile S.p.A. ha fornito consulenza come KID Advisor.

Un nuovo capitolo di successo per il Gruppo Simone

In conclusione, il debutto in Borsa della Simone S.p.A. rappresenta un capitolo significativo nella sua storia di successo. Grazie alla guida competente della Grimaldi Alliance e alla collaborazione con partner strategici, il Gruppo Simone ha consolidato la sua posizione di rilievo nell'editoria italiana, aprendo nuove opportunità per la crescita e il futuro.

Massimo Ferrari acquista 100mila azioni di Webuild

Tempo di lettura: < 1 minuto

Massimo Ferrari, Direttore Generale del Gruppo Webuild, ha acquistato 100 mila azioni Webuild S.p.A., ad un prezzo medio ponderato di 1,8446 euro per azione. Il controvalore complessivo è di oltre 184 mila euro.

Webuild impegnata in progetti chiave in Australia

Webuild sta partecipando a una serie di progetti infrastrutturali strategici in Australia, ampliando la sua presenza in nuovi settori.

Recentemente, in collaborazione con Clough, il Gruppo ha ottenuto un contratto per la costruzione dello Shiplift nel porto di Darwin, che è la più grande infrastruttura per il sollevamento e la manutenzione di navi nel Northern Territory.

In Western Australia, Webuild è coinvolta in una joint venture per realizzare uno dei più grandi impianti al mondo per la produzione di urea, utilizzata per la fabbricazione di fertilizzanti, e per potenziare un impianto di trattamento delle acque reflue, che è il più grande dello stato.

Nel Victoria, il Gruppo sta iniziando i lavori di scavo per il North East Link, che completerà la rete autostradale di Melbourne.

Altri progetti in corso includono la prima centrale elettrica a idrogeno e gas a emissioni zero in Australia, il Waitsia Gas Project Stage 2 Development, e il Lombrum Infrastructure Project, che prevede la ristrutturazione della base navale di Lombrum nell'isola di Manus, Papua Nuova Guinea.

Webuild e Clough vantano un'esperienza di oltre un secolo in Australia, con progetti iconici come la Melbourne City Loop, una metropolitana degli anni '70 a Melbourne, e il recente skytrain bridge, un ponte strallato curvo nel contesto del progetto Sydney Metro Northwest, la nuova linea metropolitana nel Nord-Ovest di Sydney.

Edison Next: nuova prospettiva per il Teleriscaldamento a biomassa

Tempo di lettura: 2 minuti

Nel suo impegno verso la decarbonizzazione, Edison Next, società del Gruppo Edison, ha recentemente acquisito il 100% di Prometheus Energia, ottenendo il controllo dell'impianto di teleriscaldamento di Cesano Boscone. L'obiettivo principale di questa operazione è ottimizzare la produzione e ampliare l'impianto, portando considerevoli benefici all'ambiente e alla comunità locale.

Una configurazione attuale sostenibile

L'impianto di Cesano Boscone opera con una potenza di 1 MW elettrico e 13 MW termici, utilizzando esclusivamente biomassa proveniente dalla filiera locale. Questo sistema serve circa 1.600 famiglie con un fabbisogno termico annuo di 14 GWh, contribuendo così a ridurre le emissioni di carbonio.

L'ampliamento del Teleriscaldamento

Edison Next ha in programma di ottimizzare l'utilizzo della centrale di cogenerazione, attualmente sfruttata al di sotto del suo potenziale. L'obiettivo è servire un bacino di circa 7.000 famiglie con un fabbisogno termico annuo di circa 70 GWh attraverso l'espansione della rete di distribuzione di 12,5 km. Ciò comporterà anche l'introduzione di nuove tecnologie, come un accumulo termico da 3000 mc, una pompa di calore geotermica da 3,2 MW e un cogeneratore da 1,2 MW elettrici.

Un futuro sostenibile

Questo progetto di ampliamento è previsto per contribuire alla riduzione di 330.000 tonnellate di CO2 nelle prossime due decadi, continuando a beneficiare dei fondi PNRR ottenuti da Prometheus Energia.

Il commento del Direttore Edison Next

Roberto Ronca, Direttore Smart Cities & Tertiary di Edison Next, ha dichiarato: "L'acquisizione di questo impianto di teleriscaldamento ci permette di dimostrare il nostro impegno a fianco dei territori. Ottimizzando gli impianti e ampliando la rete, garantiremo benefici per la comunità e abbatteremo le emissioni ambientali. La diffusione di impianti come questo, che combinano tecnologie tradizionali e innovative, è fondamentale per lo sviluppo intelligente dei territori."

Innovazione nei Servizi Pubblici

L'estensione della rete di teleriscaldamento fornirà l'opportunità di implementare servizi aggiuntivi per migliorare la sicurezza e l'intelligenza degli spazi pubblici. Questi servizi includono impianti semaforici e cartellonistica smart, monitoraggio dell'occupazione dei parcheggi ed estensione dell'illuminazione pubblica nelle zone attualmente non servite.

Un futuro promettente per Cesano Boscone

In sintesi, l'acquisizione da parte di Edison Next dell'impianto di teleriscaldamento di Cesano Boscone rappresenta un passo significativo verso una comunità più sostenibile e intelligente, contribuendo alla riduzione delle emissioni di carbonio e all'innovazione nei servizi pubblici.