
Lucia Aleotti, azionista e membro del board del Gruppo Menarini, definisce la direttiva UE sulle acque reflue "una tassa sulla pipì". Il provvedimento impone alle aziende farmaceutiche di depurare i fiumi europei dalle tracce di farmaci presenti nelle urine dei pazienti.
La direttiva genera costi stimati in 12 miliardi di euro annui per le imprese del pharma. Aleotti sostiene che questa spesa equivarrebbe a dieci nuovi farmaci non sviluppati. L'imprenditrice evidenzia come Cina e Stati Uniti sovvenzionino le loro aziende farmaceutiche.
La geografia industriale del pharma è mutata negli ultimi due-tre anni. La Cina supporta da tempo le proprie imprese, mentre gli USA attraggono capitali con incentivi. L'Europa, secondo Aleotti, applica invece tasse aggiuntive e riduce la durata della proprietà intellettuale, elemento chiave per ricerca e sviluppo.